Seui

A 800 mt sul livello del mare, alle pendici del Gennargentu, in un territorio dalla flora variegata, immerso tra foreste di lecci secolari, ginepri, tassi e agrifogli che offrono rifugio a specie come mufloni, daini e cinghiali, troviamo il paesino di Seui.
Il suo contesto naturale offre ai visitatori la possibilità di inoltrarsi in un’oasi incontaminata e selvaggia, arricchita dalle preziosità dei suoi nuraghi, pozzi sacri ed un complesso minerario dismesso nella metà del ‘900.

Situato su una sporgenza rocciosa, sopra un villaggio di capanne, troviamo il nuraghe di Ardasai. Questo nuraghe complesso, si trova ad una altitudine di 1015 mt, è composto da una torre centrale, cinto da una spessa muraglia a cui sono addossate delle torri secondarie. Oltre ai vari nuraghi dislocati sul territorio, nei pressi del villaggio nuragico è presente anche una fonte sacra.

La stazione ferroviaria di Seui è una delle più antiche della Sardegna e viene considerata dagli appassionati del settore un vero e proprio gioiello archeologico industriale. Da qui passa tutt’oggi il trenino verde che regala ai turisti emozioni e splendidi paesaggi attraverso itinerari impervi e caratteristici.

La Foresta di Montarbu è una riserva naturalistica che vale sicuramente la pena visitare: tra la sua articolata flora spicca fra tutti S’Iligi ‘e Canali, un leccio secolare che, con i suoi 28 metri di altezza ed una circonferenza del tronco di ben 8 metri, si inserisce tra i monumenti naturali nazionali. Tra zone attrezzate per il pic-nic, fontane e percorsi di trekking, c’è la possibilità di visitare un affascinante percorso didattico tra le specie vegetali e animali presenti nella foresta, con un’interessante sosta presso il recinto adibito al ripopolamento dei daini e mufloni.

La gastronomia locale, oltre ai celebri culurgiones, propone il Civargeddu prenu, una sfoglia di pasta cotta al forno con un delizioso ripieno fatto di patate, zucchine soffrite con olio e cipolla, formaggio, pepe nero e aglio; cigiri e pisili, un piatto fatto con ceci, lardo cotenna, piedini o testa di maiale e patate; pecora in capotto e le note pardulas, corda, casu e agedu, tratalia e pani ‘e saba.